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Paragrafo   3   .   La   seconda   repubblica   tra   rivoluzione    e

controrivoluzione.

     
La  tensione  si  aggrav alla vigilia delle elezioni per  l'Assemblea
costituente.  I  socialisti cercarono invano di ottenerne  un  rinvio,
essendo   consapevoli  che  l'introduzione  del  suffragio  universale
avrebbe favorito i moderati e i conservatori, che potevano disporre di
un'ampia  base sociale, formata dal clero, dall'aristocrazia terriera,
dai  contadini  diventati proprietari e dalle masse rurali  facilmente
influenzate dalla Chiesa e dagli aristocratici. Le elezioni si tennero
il   23   aprile  1848:  moderati  e  conservatori  conseguirono   una
maggioranza  schiacciante  e formarono un  governo  senza  socialisti.
Questi  cercarono  di reagire, ma un loro tentativo di  mobilitare  le
forze popolari il 15 maggio fu soffocato dalla guardia nazionale e  si
concluse con l'arresto dei principali esponenti socialisti.
     La  situazione precipit il 22 giugno, quando il governo eman un
decreto,  che  stabiliva  la  chiusura  degli  ateliers  nationaux   e
l'obbligo per i disoccupati con meno di venticinque anni di arruolarsi
nell'esercito  e  tenersi  pronti a partire  per  i  distaccamenti  di
provincia.  Il  provvedimento, che peggiorava le  condizioni  di  vita
degli  operai  e riduceva il loro ruolo politico, provoc un'immediata
rivolta,   della  quale  furono  protagonisti  pi  di   cinquantamila
lavoratori  parigini.  La risposta del governo fu  durissima:  nessuna
trattativa con i rivoltosi; proclamazione dello stato d'assedio; pieni
poteri  al ministro della guerra, il generale Cavaignac. In tre giorni
la  sommossa fu repressa; alcune migliaia di insorti morirono  durante
gli scontri o fucilati sommariamente, circa ventimila furono arrestati
e in gran parte condannati alla deportazione.
     
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     La  sconfitta  della rivolta operaia determin un  consolidamento
delle   forze   pi   moderate,  riunite   nel   cosiddetto   "partito
dell'ordine",  che  cos  poterono  appropriarsi  pi  saldamente  del
potere.  Il  generale Cavaignac divent capo di un governo  dal  quale
furono esclusi anche i repubblicani democratici; lo stato d'assedio fu
prorogato; venne limitato il diritto di associazione; fu soppressa  la
libert  di stampa; la giornata lavorativa degli operai fu  portata  a
dodici  ore; gli ateliers nationaux vennero definitivamente soppressi.
Il  4  novembre  fu approvata una nuova costituzione  di  orientamento
decisamente  moderato: il potere esecutivo era rafforzato,  attraverso
l'attribuzione delle funzioni di capo del governo al presidente  della
repubblica, che era eletto direttamente dal popolo, restava in  carica
quattro  anni  e  nominava i membri del governo e i  funzionari  dello
stato.  Il  diritto al lavoro era ignorato, erano abolite la  gratuit
dell'istruzione  e  la  progressivit delle imposte,  mentre  numerose
libert erano sottoposte a restrizioni.
     Le  elezioni  per il presidente della repubblica si  tennero  nel
dicembre  del 1848. Il principe Luigi Napoleone Bonaparte,  nipote  di
Napoleone  primo, candidato del partito dell'ordine e dei repubblicani
moderati,  ottenne  5.400.000  voti, 1.400.000  andarono  al  generale
Cavaignac,  meno  di  40.000 a Ledru-Rollin,  8.000  a  Lamartine.  Lo
schiacciante successo di Luigi Napoleone Bonaparte fu determinato  non
solo dal consenso della maggioranza dei moderati e dei conservatori ma
anche  dai voti di una parte dell'elettorato popolare, deluso per  gli
esiti  della  rivoluzione,  influenzato  da  un'ambigua  apertura  del
principe  verso  le  istanze  popolari  e  ancora  attratto  dal  mito
napoleonico.
     Il  13 maggio 1849, le elezioni per l'Assemblea legislativa,  che
doveva   sostituire   quella  costituente,  attribuirono   una   netta
maggioranza alle forze politiche pi moderate del partito dell'ordine.
